Mi chiedo se sei tu
che mi saluti da un foglio
con le mie parole,
se con le mie mani piangi
passato, pensieri e ricordi.
Se anche a te rimangono bianchi
quei sogni ombrati di frasi
che mai sentirono voce,
in fuga da una vita che misurava il tempo,
ritagliando contorni di emozioni
e volti fermi in quell’eterna primavera.
Nessuno ti avvisò del conto alla rovescia,
nessuno fermò il tuo dolore,
nessuno ci insegnò a lasciarti andare.
Perderti per perderci
in una mancanza senza istruzioni.
Io resto con te,
tra gli alberi fioriti di questa eterna primavera,
tra i profumi che non sento,
tra i colori che non vedo.
Io resto con te
a guardare la notte
per scriverci nel vento.
A zio Mario – 26/03/2011